Credo...credo che mio pa abbia qualche problema al braccio.
Dice che non riesce + a sollevarlo.
Ovviamente sta esagerando come al suo solito, avrà qualcosa al tendine o qualcosa di incriccato nella spalla...ma tanto a lui piace fare la vittima, come mi ma.
Eppure mi dispiace...mi dispiace se è stata la caduta seguita alla mia spinta a causargli questo.
Sicuramente si riprenderà eh..mamma mia, ti fanno preoccupare ste 2 fregnacce perchè hanno bisogno di attenzioni ma intanto ti fanno preoccupare.
E si, mi dispiace, ma non mi ritengo responsabile.
Ritengo responsabile chi si è alzato preso dall'ira e mi ha lanciato il telecomando in viso.
Menomale che mi sono girato e l'ho evitato, perchè se adesso ci fossi io all'ospedale con qualcosa all'occhio di serio sarebbe lui quello coi pensieri, e seri pure, visto che lui sa cosa vuol dire subire un trauma del genere.
Ritengo responsabile LUI, che ha usato per primo la violenza, abituato com'era a potersi permettere di picchiarmi quale bambino/ragazzo e più piccolo.
Non ha capito che nemmeno con i suoi 80 kg può contrastare i suoi 60 anni suonati e un ragazzo che fa palestra da anni.
Non ha capito che non può più picchiarmi, perchè prima di tutto ora sono un adulto io, e non suo figlio, un'entità staccata da lui, prim'ancora che unita.
E soprattutto, vigliacco com'è, non s'è accorto che ormai non può più aver la meglio su di me.
A me dispiace, sul serio mi dispiace quel che successo e se io sono la causa indiretta di ciò che è successo (lo ripeto, non mi ritengo direttamente responsabile), ma non mi sento colpevole, non mi sento meritevole di non rivolgermi manco il saluto, non mi ritengo meritevole di tutto questo.
Anzi, grazie a questa storia son ricomparsi i contrasti di fondo e i nodi che mai scioglieremo.
Come già ribadito, da parte mia non c'è interesse a intrattenermi di più a tavola per ascoltare le chiacchere di mia madre o quel che di poco conto ha da dire, nè le solite prediche e i soliti discorsi di mio padre. Per tutto questo va bene un pranzo di domenica, Grazie il conto prego.
Per dirne 1.
Un pò lo temo un pò ci spero: che mi propongano di andarmene.
Temo perchè...alla fine sarebbe più un essere cacciato che un andarsene volontario, giusto?
Ma perchè temerlo se è quello che hai sempre voluto? Forse perchè, proprio perchè viene da loro, unici "interessati" (si in maniera fittizia visto che continuano a scazzare con me, e questo non è perdonabile per il vecchio me, e se anche è perdonabile non posso sorvolarci sopra, loro non lo farebbero, e se non sei disposto a cambiare te stesso per avere tuo figlio allora davvero non ti meriti nulla) al dialogo, e quindi sarebbe 1 pò come il catenaccio a un cancello già chiuso.
E sarebbe brutto se fosse questo a determinare il mio andarmene dalla casa paterna.
Spero perchè..perchè mi darebbe finalmente la possibilità di cominciare a decidere in quasi piena autonomia gran parte della mia vita.
Certo..c'è il vincolo di bilancio, il vincolo della distanza (e chi potrebbe allontanarsi?? :<) e altre cose stupide.
Ma sai che ti dico? Non mi importa fondamentalmente avere ora la Z4, non mi importa ora vestirmi in 1 certa maniera, non sono cose che fanno parte del mio essere ora, non ne ho bisogno.
Non mi interessa se mi tolgono tutte queste cose, neanche se mi tolgono il pc.
Alla fine è tanto che me ne voglio 1 pò liberare, la mia vita continuerebbe ugualmente.
Sarebbe 1 pò come privarmi di 1 grossa fetta di me, ma una grossa fetta del mio essere passato per lo più.
Perchè ormai è dalla 4° che io nel computer cerco solo il revival di ciò che ho vissuto con gli altri su TFT e poi su WoW.
Potrei andare avanti tanto su quanto mi piacerebbe muovermi da quì.
Non dico che non sarebbe difficile, non dico che sarei, almeno all'inizio, "+ felice".
So bene che sarebbe dura trovarsi di colpo da solo, senza piu i tuoi e tua sorella sotto lo stesso tetto da sempre.
Ma è necessario, io voglio trovare la mia strada, e loro purtroppo non sono compresi in essa se non marginalmente.
Forse è anche questo che spinge i miei a voler cercare 1 riavvicinamento (o spingeva...)...l'incapacità o la non-volontà di ammettere che essi non faranno parte del mio futuro, non come vorrebbero loro.
Ma signori e signore, i genitori hanno i figli che si meritano e i miei non fanno eccezione.
Non è stato forse mio padre in persona a confessare che voleva che i suoi figli fossero indipendenti, forti, capaci di camminare sulle proprie gambe?
Eppure non ci ha mai negato niente se lo chiedevamo, per amor di padre e perchè lui sa che cosa significa quando ti manca qualcosa, eppure non è coerente.
Come non è coerente che non mi voglia lasciare andare.
Certo gli avrebbe fatto piacere che andassi alla Bocconi.
Ma che andassi via di casa senza andare alla prestigiosa Bocconi? No.
Lo capisco, ma capisco anche che lo apprezzerei molto di più se mi incitasse a fare questo passo invece di evitare il discorso e far finta che non esista.
Non credo che sottovaluti il discorso, al massimo che non se ne voglia render conto.
Al minimo, che cerchi semplicemente di rimandare il momento del confronto.
Bhè in ogni caso penso che per oggi sia abbastanza, grazie di esserci tu ^^
Cia
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