martedì 15 settembre 2009

2° giorno di università

Sono qui che ascolto la colonna sonora di Conan il Barbaro (assolutamente sconosciuta eppure..una delle più belle che ci siano, giuro)..forse mi ci sento anche io 1 pò Conan in questo momento, no?
Pugnalato alle spalle da quello che credevi un amico, cacciato dalla compagnia, e poco dopo ho trovato i motivi che mi mancavano per lasciare la mia ragazza.
Eppure ho dato 1 esame da 9 crediti, preso 23 (immeritatissimo ma pace), sono al 2° giorno di università e già mi hanno chiarito come si dovrà sgobbare questo semestre ma ma ma ma NON importa...non importa. Perchè farò anche questa, e la mia vena masochista si contorce dentro di me spronandomi a piangere, a disperarmi, ad autocommiserarmi (1 pò lo sto già facendo scrivendo qui :p) eppure sono qui che rimango sordo ai suoi lamenti e sono tranquillo.
Certo, non sono felice ma sono tranquillo, diciamo ottimista sul futuro.
Ah tra l'altro domenica sera ho litigato pesantemente con i miei...veramente pesantemente.
Nessuno dei 2 mi rivolge la parola d'allora ma sinceramente non so che pensare.
Entrambi si illudono che il nostro rapporto sia recuperabile ma io so che non è così.
O almeno, insieme non vivremo mai felice. Perchè a differenza di mia sorella io sono l'uccellino che da 1 bè si sente pronto a spiccare il volo, fermato solo dalle contingenze (non sono riuscito a entrare alla Bocconi) e dai parenti stessi (nessuno di loro ha mai manifestato la disponibilità a farmi prendere 1 camera e levarmi dai coglioni).
Si, loro si illudono di poter avere, 1 giorno, il rapporto che hanno con mia sorella.
Ma si sbagliano.
Io sono sempre stato insofferente a quelli che io ho percepito come soprusi, punizioni e comportamenti che non mi meritavo.
E sono sempre stato..diciamo insensibile e freddo di fondo.
Ed è strano da parte mia perchè sono 1 persona molto sensibile e buona d'animo, ma forse l'intensità della mia reazione è proporzionale alla sofferenza che ho patito per causa loro.
Altra spiegazione non mi viene. Poi che centra, ci sta che io abbia vissuto male tutto quel che è successo senza che le cose fossero effettivamente brutte, fattostà che io le ho vissute così e pretendere di tornare indietro e rivivere in chiave di comprensione ogni ..torto, ogni cazzata che ho dovuto sopportare mi sembra inopportuno. Ecco, neanche penso che se lo meritino.
Per dirne 1, mia madre non mi rivolse la parola per 1 mese dopo avermi tirato 1 schiaffo sull'orecchio che non ci sentivo più da quel orecchio per 3 giorni e non potevo immergermi in acqua senza sentire 1 dolore fortissimo.
Tra l'altro ho notato che ci sento meno da quel orecchio, uscendo con gli altri nei locali alla fine a certe cose ci fai caso.
Mi è andata meglio qualche giorno fa, quando ho ricevuto il telecomando nello stesso posto.
Ma era giusto? No.
Mi dispiace mamma e papà, non è giusto quello che è successo e non è giusto che non mi rivolgiate più la parola, e se le cose continueranno così si arriverà a un escalation di ripicche, privazioni e pugnali velenosi che, nella mia ottica, non potranno che condurre da 1 sola parte.
Io a vivere sotto 1 altro tetto, e se proprio vogliamo esagerare coi pensieri negativi: loro che non sono più miei genitori.
Sarebbe sciocco arrivare a tanto? Forse.
Improbabile? Assolutamente, non lo nego.
Eppure..non mi sento in colpa.
Non sono stato io a lanciare quel telecomando in faccia al proprio figlio, l'ho spinto ed è caduto da vecchio quale è, spero che abbia capito che non può più farmi nulla, non a livello fisico.
E a livello sentimentale? Me ne hanno già fatto abbastanza entrambi, forse più di quanto io potessi sopportare, per questo sono così freddo e insensibile.
Ma forse lo sono...perchè non mi rendo conto di cosa perderei se perdessi loro?
Posso dire la verità? Perchè ci ho pensato.
E..mi dispiace dirlo, ma non perderei molto.
Sento che da loro ho ricevuto quel che potevo ricevere, nè di mia ma ne di mio pà mi sento più in grado di apprezzare qualcosa di buono di loro, purtroppo sono diventato assolutamente insensibile anche su questo piano.
Voglio dire che...non provo alcun sentimento...filiale nei loro confronti.
Certo lei è mia madre..ha tanti bei pregi...eppure Dio, non riesco a valutarla più positivamente che negativamente.
Capisci allora perchè dico tutto questo? Se anche mi sforzo di apprezzare i loro pregi...non riesco a non infligger loro la condanna.
Il martelletto batterà sul banco e il suo eco risuonerà in quella stanza come una campana a morte, regolare, inevitabile.

Ovviamente tutte queste considerazioni sono frutto del momento, del fattaccio che è ancora fresco nella memoria e nel cuore, delle sue ripercussioni che vivo giorno per giorno sebbene da soli 2 giorni.
Ma il fondo non cambierà.
Non cambierà il fatto che io vorrei andarmene e mettere il punto finale sulla mia vita in questa casa, perchè è così da anni ormai.
Non cambierà che sono assolutamente..insensibile alla problematica "genitori", perchè lo sono da anni ormai, e con loro grande stupore aggiungo.
Ma d'altronde, tanto per citarli, loro non hanno mai saputo come pigliarmi.
E io allora mi chiedo: Perchè, borghesotti merdosi e orgogliosi, non vi siete rivolti a qualcuno che poteva saperne più di voi su come si cresce 1 figlio con 1 carattere buono e sensibile come il mio eppure fiero, forte e solitario?
Perchè non siete mai andati dietro il muro che io avevo sorretto per ribadire la mia indipendenza? Quando vi avevano detto di farlo l'avete fatto.
Ma avete mai più cercato di abbatterlo ? Vi siete mai accorti che quel muro a un certo punto poteva finalmente essere abbattuto? No.
Vi siete mai...sforzati particolarmente per recuperare un rapporto che non c'è mai stato? No.
Non posso che dare la colpa di tutto questo a me stesso.
Ma allo stesso tempo, mi dispiace dirlo, a me Non interessa più.
Considero questa parte del mio passato come una pratica archiviata, chiusa e irrecuperabile, irrecuperabile perchè manca l'INTERESSE da parte mia a crearlo questo rapporto.
Certo a volte mi piacerebbe attingere alla loro esperienza, alla loro saggezza.
Ma non tanto da 1 giorno guardarmi e indietro e pentirmi di non averlo fatto.
Ho pensato anche a questo.

Mi rendo conto che il finale a cui mi hanno portato queste riflessioni è di estrema..innaturalezza e freddezza, come un quadro appeso ma mai finito, un inno al freddo e incessante scorrere del tempo.
Non è naturale che un figlio pensi così dei propri genitori, credo.
Ma...non so come, mi rattrista, Così è se vi piace.
Passo e chiudo.

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